Nel 2017 è impossibile assistere inerti all’escalation di storie di violenza perpetrata nei confronti delle donne. Anpas Toscana intende fare tutto il necessario per sviluppare la presa di coscienza sul tema, cercando di costituire una rete che in modo capillare veda la formazione anche soltanto di primi punti di accesso, per arrivare a creare qualcosa di più strutturato, anche cercando di stringere sinergie con soggetti pubblici e del privato sociale impegnati su questo versante.

«Le Pubbliche Assistenze toscane non possono rimanere impotenti di fronte a questa piaga sociale. La violenza di genere si può contrastare in vari modi, con l’informazione, la formazione, le campagne di sensibilizzazione e il confronto tra uomini e donne – commenta Andrea Nuti, responsabile Anpas per il sociale -. Nel processo che, a partire dalla conferenza di organizzazione tenuta lo scorso anno, ci vede impegnati nell’analisi dei mutamenti sociali rispetto ai vecchi e nuovi bisogni, per un riposizionamento del nostro movimento toscano rispetto alle fragilità e alle criticità che affliggono le nostre comunità, il tema della violenza in genere, ma in particolare quello della violenza sulle donne, ha già una collocazione. Sicuramente, per prevenire la violenza di genere, collaboreremo con il Centro Aiuto Donna Lilith delle Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli».

Proprio questa realtà, nata nel 2002, è stata istituita a seguito di un corso di formazione per volontarie promosso dall’Agenzia Debriefing di Anpas Toscana, con la collaborazione del Centro Antiviolenza “Artemisia” di Firenze. Oltre al centro antiviolenza ci sono undici sportelli di ascolto. «Nel corso di quest’anno abbiamo registrato circa 80 nuovi accessi nella nostra struttura, lo stesso numero del 2016 – spiega Maya Albano, psicologa responsabile del Centro Aiuto Donna Lilith -. Per il 65% si tratta di donne italiane, con un’età che varia tra i 30 e i 50 anni, che nella maggior parte dei casi si rivolgono a noi (per accesso diretto e su invio di altri soggetti della rete) per violenza psicologica e fisica. Abbiamo, inoltre, anche la possibilità di accogliere donne e minori in case rifugio a indirizzo segreto».

La Lilith è inserita nella Rete Nazionale Antiviolenza e nella mappatura nazionale del numero di pubblica utilità 1522. Inoltre, è nata anche una cooperativa di servizi (che si occupa dall’assistenza a bambini e anziani a servizi di pulizie, lavori domestici e catering), la SOS Luna, composta da otto donne che avevano intrapreso un percorso di uscita dalla violenza.

(articolo uscito su La Nazione Solidale di novembre)

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